Jus CivileCC BY-NC-SA Commercial Licence ISSN 2421-2563
G. Giappichelli Editore

CARLO GRANELLI E LA SCUOLA LOMBARDA DI DIRITTO CIVILE (di Nicola Rizzo, Professore ordinario di Diritto privato – Università degli Studi di Pavia)


Dal 1973, anno della Sua laurea presso l’allora Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia, Carlo Granelli diviene parte di quella che qualche anno addietro – in un convegno romano in memoria di Stefano Rodotà – Giorgio De Nova ebbe a definire «la scuola pavese-torinese di diritto civile».

Torinese perché questa storia comincia a Torino con il magistero di Mario Allara, e a partire dagli anni ’60 dello scorso secolo prosegue a Pavia con l’opera dei suoi allievi – Rodolfo Sacco, Alfredo Fedele e Piero Schlesinger – e degli allievi dei suoi allievi, Giorgio De Nova, allievo di Rodolfo Sacco, Andrea Belvedere, allievo di Alfredo Fedele e di Natalino Irti e, appunto, Carlo Granelli, allievo di Piero Schlesinger.

Lasciati i cieli della dogmatica allariana, la scuola pavese-torinese – divenuta, frattanto, scuola lombarda di diritto civile, per il suo insediamento nell’Università di Pavia e negli atenei milanesi – preserva senz’altro, degli insegnamenti del capostipite, l’attenzione verso il dato positivo, evolutasi, tuttavia, in un approccio non più assiomatico ma analitico all’enunciato normativo. Oltre al metodo analitico, tratto comune della ricerca dei suoi diversi esponenti è la decisa considerazione riservata alla funzione degli istituti giuridici di diritto privato nella realtà sociale, associata al riconoscimento critico dell’apporto della giurisprudenza nella formazione del c.d. diritto vivente.

La cifra stilistica comune può dirsi improntata alla concinnitas.

Portatore di questo legato, Carlo Granelli ha dedicato la Sua ricerca, in particolare, ai modi di esplicarsi dell’autonomia privata e ai suoi attuali confini. L’autonomia dei privati è espressione di libertà talora personali, talora economiche, eppure quella di autonomia è nozione intrinsecamente conflittuale, nel senso che il suo effettivo contenuto risulta anche dalla pressione esercitata da forze antagonistiche, corrispondenti a norme e principi di vario genere. Il contributo di Granelli su questi temi è testimoniato, anzitutto, dalla monografia del 1983 – «La dichiarazione ricognitiva di diritti reali», pubblicata, per i tipi della Giuffrè, nella collana «Studi di diritto privato» diretta da Arturo Dalmartello e Luigi Mengoni – e dai lavori precedenti e successivi in materia di riproduzione e rinnovazione del contratto, di negozio di accertamento, di simulazione e risoluzione del contratto, di negozio giuridico indiretto, sino agli scritti più recenti dedicati alle pratiche commerciali scorrette.

Sempre all’interesse per la rilevanza dell’autonomia dei privati nella contemporaneità, sono improntate le incursioni di Carlo Granelli nel diritto degli enti e nel diritto societario, in merito alle quali possono richiamarsi i saggi sulla responsabilità per le obbligazioni dell’associazione non riconosciuta, sull’attività di impresa e gli enti del libro I del codice civile, sul conflitto di interessi negli enti non profit, sul recesso del socio nelle società di capitali, su autonomia privata e diritto delle società e sull’organo di gestione nella società per azioni. Della «Commissione per l’attuazione della delega in materia di riforma organica del diritto societario», la c.d. commissione Vietti, peraltro, Granelli è stato membro nei primi anni Duemila.

In un quadrante differente del diritto privato, dove ancora più forte si esprime la potestà regolativa dello Stato, come la fase patologica del rapporto coniugale, la filiazione e il diritto della responsabilità civile, si collocano, invece, i suoi fortunati scritti in materia di assegno al coniuge divorziato, di riforma dell’adozione, e di danni punitivi.

La disposizione alla riflessione, in Carlo Granelli, si è sempre accompagnata a uno spiccato spirito di intrapresa, che lo ha portato negli anni a fondare, assieme a illustri colleghi e sodali, riviste giuridiche di successo. Basti pensare ai periodici «Obbligazioni e contratti», edito da UTET, e «Jus civile», edito da Giappichelli. Di altre riviste Egli è membro del comitato di direzione, dalla storica «Responsabilità civile e previdenza» alla più recente «Nuovo diritto civile», senza poi dimenticare il suo ruolo nella direzione di «i Contratti». Continuando a guardare alla Sua attività scientifica e editoriale, merita sicura menzione il lavoro – condiviso con Franco Anelli, fino alla Sua dolorosa scomparsa – di continuo aggiornamento del «Manuale di Diritto privato» di Torrente e Schlesinger, che tuttora si impone come il compendio delle istituzioni di diritto privato di maggiore diffusione in Italia.

La variegata produzione scientifica di Granelli testimonia del Suo attivo ruolo nella civilistica italiana, al cui sviluppo come settore scientifico disciplinare Egli ha contribuito anche nella costruzione di fondamentali realtà associative, quale socio fondatore dell’Associazione civilisti italiani e dell’Unione dei privatisti, dei cui consigli direttivi è attualmente membro.

Di scuola si è parlato, e alla sua prosecuzione nelle generazioni successive Granelli si è dedicato con generosità, contribuendo a formare giovani studiosi che stanno proseguendo con successo il proprio percorso accademico. Anche nella formazione delle nuove generazioni di accademici, Egli ha avuto modo di esprimere le sue doti di creatività ed intraprendenza, dando forma a un seminario annuale – «Il diritto vivente tra legge e giurisprudenza» – giunto ormai oltre la decima edizione, che riunisce a Pavia giovani esponenti di tutte le scuole italiane di diritto civile.

A un’efficace formazione dei giovani – in questo caso degli studenti – Carlo Granelli ha, indubbiamente, contribuito con le sue lezioni, prima di istituzioni di diritto privato e poi, dal 2015, di diritto civile, sempre chiare e appassionanti, in cui il rigore dello studioso si accompagnava all’esperienza professionale dell’avvocato. Ancora mettendo a frutto le segnalate qualità di creatività e intrapresa, nei primi anni duemila Granelli è stato tra i fondatori della Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Ateneo pavese, di cui è stato direttore per dieci anni, oltre che coordinatore nazionale dei direttori delle scuole. Il sodalizio con Giovanni Iudica – anch’Egli allievo di Piero Schlesinger – ha permesso di dotare la Facoltà giuridica pavese di una Scuola di specializzazione consorziata con l’Università Bocconi di Milano, mettendo a fattor comune i mezzi, l’attrattiva e le potenzialità di entrambe queste sedi universitarie.

Sempre alla didattica – e alla sua internazionalizzazione – Granelli si è, poi, dedicato promuovendo un’intensa attività di scambio di studenti con università straniere, segnatamente dell’America Latina, fino all’istituzione del programma di doppia laurea italo-argentina tra il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Belgrano, a Buenos Aires. E proprio a Buenos Aires, nel novembre 2025, gli sono stati conferiti la laurea honoris causa – dall’Università di Buenos Aires – e il titolo di professore honoris causa – dall’Università di Belgrano.

Un’occasione festosa vogliono celebrare anche queste brevi note rievocative, che richiamano il discorso pronunciato da chi scrive introducendo il seminario sui Confini attuali dell’autonomia privata, che lo scorso 10 maggio 2024 il Suo Dipartimento ha voluto dedicare a Carlo Granelli in occasione del conferimento del titolo di professore emerito. In questa sede unitaria, vengono così pubblicati gli interventi allora tenuti dai partecipanti al seminario.

Una menzione individuale è ora dovuta a Franco Anelli, che presiedette e moderò i lavori; ad Andrea Belvedere, che non poté parteciparvi ma, tra le tante altre cose, ideò e organizzò con Carlo Granelli analoga iniziativa scientifica [A. Belvedere-C. Granelli, Confini attuali dell’autonomia privata, Cedam, Padova, 2001]; ad Alessio Zaccaria, che due settimane prima della Sua scomparsa mi inviò il testo che qui viene pubblicato.

Infine, un ringraziamento sentito e affettuoso rivolgo ai professori Carlotta De Menech ed Emanuele Tuccari per il necessario contributo alla realizzazione di questa iniziativa di celebrazione, di riflessione e di ricordi.