JUS CIVILE
Rivista a cura di Rosalba Alessi, Carmelita Camardi, Massimo Confortini, Carlo Granelli, Mario Trimarchi
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Diritto Spagnolo

(a cura dei Proff. Roberto Senigaglia, María Angeles Egusquiza Balmaseda
e María Jorqui Azofra)

 

Novità legislative 2018

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Novità legislative 2016

Novità legislative 2015

Ley 4/2013, de 4 de junio, de medidas de flexibilización y fomento del mercado del alquiler de viviendas  (Boletín Oficial del Estado n. 134/2013, 5 de junio)
Si modifica l’attuale Ley de Arrendamiento Urbanos (Ley 29/1994, de 24 de noviembre) prendendo atto della crisi immobiliare spagnola e cercando di flessibilizzare il mercato dei contratti di locazione. Per equilibrare i diritti del locatario con le garanzie da offrire al locatore la nuova legge dà maggior importanza all’autonomia contrattuale delle parti. Tra le principali novità si riduce da 5 a 3 anni la proroga tacita, si prevede la possibilità – dopo almeno un anno di locazione e in determinati casi - di recuperare l’immobile da parte del locatore qualora lo voglia adibire a propria abitazione. Altresí, si prevede la possibilità di risoluzione da parte del locatario, a condizione che siano trascorsi almeno sei mesi dalla stipula del contratto e con comunicazione previa di 30 giorni, lasciando alle parti la possibilità di pattuire in quest'ultimo caso un indennizzo. Espressamente si prevede anche di escludere dall’ambito della legge le locazioni ad uso turistico - fenomeno sempre piú diffuso - affinchè queste rientrino nella normativa apposita per evitare casi di concorrenza sleale. Maggior tutela anche nel caso di acquisizione a non domino dell’ immobile locato, facilitandosi anche l’effetto risolutorio dei contratti di locazione che vengono trascritti nel Registro de Propiedad.

 

Ley 1/2013, de 14 de mayo, de medidas para reforzar la protección a los deudores hipotecarios, reestructuración de deuda y alquiler social (Boletín Oficial del Estado n. 116/2013, 15 de mayo)
Si apportano modifiche sostanziali alla tutela effettiva dei locatari sospendendo inmediatamente le procedure di sfratto e pignoramento di immobili ipotecati per le famiglia che si trovino in particolare “riesgo de exclusión”. Essenzialmente si applica a situazioni di: famiglia numerosa, famiglia monoparentale con due figli a carico, quella all’interno della quale vi é un disabile o quella in cui il titolare dell'ipoteca immobiliare sia attualmente disoccupato a condizione che sussitano anche determinati requisiti economici e/o di reddito. Vengono anche ritoccati gli  importi massimi degli interessi moratori, con la previsione della costituzione di un fundo social de viviendas per offrire supporto alle persone sfrattate.

 

Ley 14/2013 del 27 settembre “Apoyo a los emprendedores y su internacionalización”

L’esigenza tanto di rafforzare il tessuto industriale, gravemente compromesso dalla crisi economica, quanto di porre rimedio all’elevato tasso di disoccupazione ha condotto il legislatore spagnolo ad emanare la Ley 14/2013 del 27 settembre rubricata “Apoyo a los emprendedores y su internacionalización”. Si addiviene qui ad un approccio sistematico al problema dell’attività economica, con soluzioni normative che investono sia la fase costituiva sia quella della cessazione dell’impresa. La policy perseguita dal legislatore si concretizza per il tramite di una intelligente opera di intervento normativo che passa non solo attraverso una nuova definizione di imprenditore (art. 1), ma altresì attraverso l’individuazione di una particolare figura societaria quale quella della Sociedad Limitada de Formación Sucesiva (SLFS), senza previsione di un capitale minimo, ma con l’irrigidimento del sistema delle riserve e la previsione del divieto di distribuzione dei dividendi, fino al raggiungimento del capitale minimo (artt. 7 ss.). Nel tentativo di agevolare l’accesso all’attività di impresa, sono fatte proprie dalla Ley 14/2013 le facilitazioni alla costituzione delle società (già note alle esperienze italiana, tedesca e belga) e, sempre in quest’ottica, si prevedono tutta una serie di incentivi agli investimenti, con forti deduzioni e sgravi  fiscali. Nei contratti d’opera si prevede altresì che la garanzia per il finanziamento possa essere rappresentata da un meccanismo di ritenzione sul prezzo, garantendosi il rimborso in un periodo di tempo che si riduce da 12 a 6 mesi. Mentre per contrastare il fenomeno della morosità si riduce del pari il termine per la risoluzione del contratto, nel caso in cui aggiudicataria sia una PYME.
In altro senso, l’internazionalizzazione delle imprese, nella consapevolezza della integrazione dei mercati, è assicurata attraverso l’emissione di nuovi strumenti i c.d. “bonos de internacionalización”, titoli, dunque, con una destinazione specifica quale quella del finanziamento di attività economiche aventi ad oggetto la prestazione di beni e/o servizi per l’esportazione. Sotto il profilo della crisi di impresa, la riforma della Ley Concursal in tema di “acuerdos de refinanciación” (Tit. III) ed, in particolare, la previsione di un procedimento extragiudiziale di negoziazione dei debiti di impresa, che sospende la procedura concorsuale (art. 21) rendono palese l’intenzione del legislatore di considerare il ricorso alle procedure concorsuali come sorta di extrema ratio, cui fare ricorso allorchè altra possibilità di salvataggio non sia dato individuare.  Nella difficile opera di superamento della crisi economica, il legislatore spagnolo sembra, dunque, aprirsi al mercato e voler intercettare (e usare) le regole che lo governano, declinandole a  vantaggio dell’esercizio dell’impresa.

 

Real Decreto-ley 1/2015, de 27 de febrero, de mecanismo de segunda oportunidad, reducción de carga financiera y otras medidas de orden social.
La legge in esame interviene per l’ennesima volta in materia di fallimento (Ley 2003/22), a testimonianza di quanto la creazione di condizioni favorevoli per l’impresa sia percepita dal legislatore spagnolo come funzionale alla ripresa economica. Ma v’è più. La considerazione che molte situazioni di insolvenza siano dovute a fattori che sfuggono al controllo del debitore di buona fede ha posto il legislatore dinanzi all’interrogativo etico della accettabilità di regole che non offrono “vie di uscita” all’imprenditore il quale – per il sopraggiungere di circostanze non prevedibili – non sia in grado di adempiere alle sue obbligazioni. Se è vero che tali esigenze devono pur sempre contemperarsi con le ragioni di tutela del creditore, è del pari indubbio che l’obiettivo perseguito dalla legge è quello di porre il debitore che adempie in una posizione migliore rispetto a quella di chi non soddisfa le ragioni del creditore. In questo senso si introducono tre strumenti: la c.d. “Segunda Oportunidad”, gli “acuerdos extrajudiciales” e altri mezzi per andare incontro all’imprenditore in difficoltà. Il Real Decreto si struttura in 11 articoli, raggruppati in due Titoli.
Il titolo I, sotto la rubrica «Medidas urgentes para la reducción de la carga financiera», contiene una serie di previsioni che incidono sulla legge fallimentare (Ley 22/2003, de 9 de julio), nonché sul Real Decreto Ley 6/2012, de 9 de marzo, in materia di protezione del debitore ipotecario e sulla più recente Ley 1/2013, de 14 de mayo, in tema di ristrutturazione dei debiti.
Dal canto suo, il Titolo II “Otras medidas de orden social”, introduce una serie di benefici fiscali e tributarie a vantaggio della persona fisica e delle società per esigenze di stabilità economica e per favorire la competitività (cfr., Ley 35/2006, de 28 de noviembre; Ley 7/2007, de 12 de abril; Real Decreto-ley 20/2012, de 13 de julio; Ley 27/2014, de 27 de noviembre). L’innovazione più interessante riguarda senza dubbio la c.d. “Segunda oportunidad”.
Pensata come una soluzione per gli imprenditori, la “segunda oportunidad” elabora un meccanismo effettivo di aiuto per tutte le persone fisiche, destinato ad incidere sul rigore della previsione di cui all’art. 1911 Código Civil, nonché a migliorare gli “Acuerdos Extrajudicial de Pagos” introdotti in Spagna con la Ley 14/2013, de 27 de septiembre. Obiettivo è quello di offrire ad una persona fisica – a seguito della crisi della sua attività imprenditoriale – la possibilità di riavviare l’attività, senza doversi trascinare sulla via del pagamento di debiti che non sarà mai in grado di soddisfare completamente. L’intervento normativo intende, altresì, attenuare la previsione di cui agli artt. 1919 e 1920 Código Civil secondo cui solo l’adempimento del “convenio” liberava il debitore da responsabilità; una responsabilità che tuttavia rinasceva se questi “dejare de cumplirlo en todo o en parte”. Laddove dal canto suo, l’art. 1920 prevedeva che, chiuso il fallimento, in assenza di patto espresso, i creditori potessero soddisfarsi altresì sui beni acquistati successivamente dal debitore. Con le aperture offerte dalla riforma della “segunda oportunidad” si mira ad assicurare a colui che ha perduto tutto il suo patrimonio una serie di condizioni favorevoli nella prospettiva di una sua ripresa economica, pur prevedendosi garanzie e controlli per evitare forme “insolvencias estratégicas”. Come noto, la regola generale della sopravvivenza della responsabilità, dopo la chiusura del fallimento, trova espresso riconoscimento nella previsioine dell’art. 178.2 che prevede – chiuso, appunto, il fallimento per “liquidación o insuficiencia de masa activa” – che il debitore persona fisica sia responsabile del pagamento dei crediti non soddisfatti. Il beneficio della “exoneración del pasivo insatisfecho” trova disciplina ora nel nuovo art. 178 bis che sviluppa e amplia la vecchia previsione dell’art. 178.2, introducendo una sorta di eccezione alla regola generale. Le condizioni per essere ammessi al beneficio sono di natura soggettiva ed oggettiva e attengono alla circostanza, per un verso, che il debitore sia persona fisica e in buona fede e, per l’altro, alla chiusura del fallimento e alla presentazione di una richiesta per essere ammessi ad un “acuerdo extrajudicial de pagos”. L’imprenditore deve comunque aver soddisfatto i crediti della massa e le ragioni dei creditori privilegiati nonché il 25% di quelle dei creditori ordinari.
La richiesta di “exoneración del pasivo insatisfecho” presentata al giudice del fallimento, in assenza di opposizione dei creditori, produce l’effetto di chiudere il fallimento e porre fine allo stato di liquidazione. A tal fine, il debitore deve presentare una proposta di rientro (plan de pagos) che deve prevedere il soddisfacimento dei crediti nel termini di 5 anni seguenti alla chiusura del fallimento. Il carattere eccezionale della misura è evidente e si ricava dal fatto che, ove nel quinquennio successivo alla approvazione del piano, le condizioni economiche del debitore migliorino i creditori possano chiedere la revoca del beneficio, recuperando pienamente la loro posizione giuridica nei confronti del debitore. Trascorso il quinquennio, il giudice può dichiarare in maniera definitiva “la exoneración del pasivo insatisfecho en el concurso”, pur se il debitore non lo abbia soddisfatto appieno, ma sempre che abbia destinato al soddisfacimento del piano almeno la metà dei suoi profitti.
La riforma si completa con l’introduzione, nell’art. 176 bis della Ley Concursal di due commi destinati a disciplinare la “conclusión del concurso por insuficiencia de masa activa”. Si stabilisce (art. 176 bis, comma 2) che il debitore possa, posteriormente all’ordinanza di chiusura del procedimento, chiedere la “exoneración del pasivo insatisfechoex art. 178 bis. Si prevede, altresì, art. 176 bis, comma 3, che nel caso in cui il fallito sia persona fisica e il giudice ritenga che questi non sia in grado presumibilmente di soddisfare “los créditos contra la masa” la nomina di un administrador concursal cui spetta il compito di pagare i creditori della massa. Sì che solo dopo che si sia conclusa, il debitore potrà chiedere la exoneración del passivo insoddisfatto rimettendosi all’art. 178.